Il mal di testa ai tempi del COVID-19

Alla viglia della Fase 2 e in occasione della giornata nazionale della cefalea, vi propongo un sondaggio per capire come l’isolamento abbia influito sul mal di testa e individuare abitudini da non riproporre o mantenere “dopo” il covid.

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Gli ultimi mesi in isolamento hanno messo a dura prova tutti noi. Lavorare da casa, magari circondati dai bambini, non poter uscire, vedere amici e parenti, la convivenza continua con i familiari, la mancanza di spazi privati. Tutte (e ce ne sono tante altre) condizioni che possono aumentare, insieme magari all'ansia di affrontare una condizione fuori dal comune, lo stress e quindi, di conseguenza, il mal di testa.

Ognuno di noi ha affrontato in maniera diversa questo periodo di isolamento e sarebbe importante capire in che modo le "nuove" abitudini possano influire sull'insorgere del mal di testa o di un eventuale peggioramento/miglioramento rispetto alla normale routine quotidiana.

Il 9 maggio, nella giornata nazionale della cefalea, abbiamo stilato un sondaggio: alcune brevi domande da sottoporvi, per capire se esistono tratti comuni e come intervenire per migliorare le nostre condizioni di salute, anche in base alle abitudini. I risultati, in forma anonima, verranno pubblicati, con le dovute considerazioni mediche, in questo spazio, seguiti da alcuni consigli per voi.

 

Potete rispondere cliccando il link in fondo all’articolo, e se vi fa piacere, indicare in coda se desiderate essere menzionati nel nostro articolo relativo a Covid e mal di testa.

Dall’analisi delle risposte, riusciremo a individuare quelle abitudini/situazioni che hanno influenzato l’andamento della cefalea, così da non riproporle (se negative) o mantenerle (se positive) nel periodo futuro post-covid.

 

Il sondaggio: https://forms.gle/GHqBNxGaaUoJqHrg7