Mal di testa in primavera e in estate? Le cause e i rimedi

La primavera e l’estate possono essere periodi stagionali dell’anno in cui l’emicrania potrebbe subire un peggioramento. Vediamo insieme le cause e i rimedi per affrontare con serenità le “belle stagioni”.

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La primavera e l’estate possono essere periodi stagionali dell’anno in cui l’emicrania potrebbe subire un peggioramento.

 

Le cause possono essere molteplici, ma le più frequenti sono i cambiamenti meteorologici e la variazione dei ritmi della quotidianità.

 

1)      VARIAZIONE DEL TEMPO

Le variazioni improvvise del tempo (caldo/freddo, il vento, l’umidità) sono noti fattori che scatenano l’emicrania. Circa il 50% dei pazienti emicranici può riferire un nesso tra cambiamento della pressione atmosferica e insorgenza di cefalea.

Il caldo, ad esempio quello estivo, provoca a livello sistemico una vasodilatazione; infatti spesso d’estate la pressione arteriosa è più bassa, ci si sente più fiacchi. La vasodilatazione a livello delle arterie durali (arterie che si trovano nelle meningi, involucro che riveste il cervello e il midollo) può innescare l’insorgenza di un attacco di emicrania. L’umidità ambientale dà spesso, nei pazienti che soffrono di mal di testa, una sensazione di pesantezza, di cappa, che perdura fino a che il tempo non si ristabilizza.

Anche la Medicina Cinese è molto chiara in merito: i fattori ambientali sono i fattori “esterni” che possono penetrare nel corpo portando la cefalea. Facciamo un esempio: l’umidità ambientale in medicina cinese provoca un rallentamento dei fluidi, una stasi; questo immobilismo dei fluidi, tra cui il sangue, potrebbe portare a un non corretto funzionamento degli organi, uno squilibrio tra le quote di yin e yang del corpo, con conseguente cefalea con tipica localizzazione diffusa al capo, senso di peso, ottundimento, lentezza nell’ideazione, lunga durata.

L’umidità inoltre può provocare un affaticamento dell’asse milza-pancreas e del fegato, che in qualche modo equivale al nostro apparato digerente, con conseguente cefalea associata a nausea.

 

2)      CAMBIO DI RITMI

In estate si va più spesso in vacanza, e quindi il ritmo delle attività giornaliere inevitabilmente rallenta; si dorme di più e calano di conseguenza le catecolamine (adrenalina, noradrenalina), ormoni che hanno un effetto vasocostrittore, quindi si va incontro a una maggiore vasodilatazione che innesca l’emicrania (ne ho parlato in questo articolo: https://www.luisafofi.it/news/News/La-cefalea-da-weekend).

 

Ecco alcuni consigli, visto che siamo in primavera e aspettiamo l’estate, per chi soffre di mal di testa:

·         bevi almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno

·         cerca di passare gradualmente a uno stato di vacanza; mantieni, per quanto possibile, un quantitativo di ore di sonno e di numero di caffè giornalieri simile al periodo in cui lavori

·         conduci uno stile di vita corretto (movimento, corretta dieta alimentare, evita il digiuno)

·         mangia in modo leggero, soprattutto nei giorni di maggiore umidità e calore

·         evita di esporti al sole diretto sul capo

·         usa occhiali da sole

 

Se si vuole approfondire:

1.      Patricia B Prince, The effect of Weather on Headache (2004): https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15186304

2.      Albert C Yang, Patients with Migraine are right about their perception of temperature as a trigger: time series analysis of headache diary data (2015): https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4446287/