Rubrica del mal di testa: la dieta chetogenica

Rubrica a cura di un gruppo di dottoresse esperte in cefalee, appartenenti a vari centri cefalee italiani. "Dieta chetogenica ed emicrania" è un approfondimento della dottoressa Gabriella Egeo

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Tra i pazienti emicranici che iniziano una terapia di profilassi una percentuale oscillante tra il 16.7% ed il 23.7% dei casi abbandona il trattamento per eventi avversi dovuti ai farmaci. Il controllo del peso corporeo è un punto importante del trattamento efficace dell’emicrania essendo dimostrato che il rischio di emicrania cronica è aumentato del 9% in pazienti in sovrappeso e del 15% in quelli obesi. Ciò sembra da correlare ad un aumento del rilascio di CGRP (peptide correlato al gene della calcitonina) e di citochine proinfiammatorie da parte degli adipociti.

Le “paleo-diete”, di cui fa parte la dieta chetogenica, sono diete fortemente ipocaloriche che condividono il recupero di capacità metaboliche sviluppatesi nel periodo precedente la comparsa dell’agricoltura. Sono costituite da un regime fortemente ipocalorico (< 800 Kilocalorie) che si basa sulla riduzione di carboidrati nella dieta (di solito < 50 g/die), associata ad una riduzione dei grassi esogeni (30 g di olio extra-vergine di oliva) ed a un introito proteico compreso tra 1.2 e 1.5 g/kg di peso corporeo ideale.

Tali programmi di alimentazione controllata, che comportano di fatto la riduzione dei glucidi e dei lipidi, associato al consumo di proteine, permettono di ridurre rapidamente la massa grassa attraverso complesse reazioni biochimiche ed ormonali che favoriscono la lipolisi (ossia la scissione degli acidi grassi) e la produzione di corpi chetonici a livello epatico. Si definisce chetogenico un regime dietetico in grado di indurre e mantenere uno stato cronico di chetosi cioè una condizione metabolica in cui vengono utilizzati corpi chetonici come fonte energetica. I corpi chetonici sono: acetone, acido acetoacetico e acido beta-idrossibutirrico normalmente presenti nel sangue in quantità trascurabile.

La dieta chetogenica si base nella fase iniziale sulla completa sostituzione dei pasti abituali con cibi o formulazioni precostituite, che forniscano un quantitativo di calorie giornaliere totali compreso fra le 400 e le 800 kcal al giorno. I pazienti trattati di solito ottengono una perdita di peso media di 1.5-2.5kg a settimana. Dal momento che tali regimi alimentari non possono essere protratti per periodi troppo lunghi, ad esse fa seguito il graduale reinserimento di pasti convenzionali proteici, seguito dal reinserimento della frutta e dei latticini, e successivamente dei cereali e dei legumi.

 

La dieta chetogenica esercita importanti effetti sull’attività neuronale ed è impiegata nel trattamento dell’epilessia da quasi un secolo. Attualmente studi clinici sono stati condotti anche sull’emicrania confermandone la validità anche in questa condizione clinica. In alcuni studi osservazionali infatti è stato evidenziato una significativa riduzione della frequenza degli attacchi, dei giorni di emicrania e del conseguente consumo di analgesici. La dieta chetogenica può essere applicata come profilassi dell’emicrania quando la profilassi farmacologica non sia sufficientemente adeguata o quando perda di efficacia oppure dopo trattamenti che abbiano causato un aumento di peso.

L’indicazione a seguire la dieta deve essere sempre posta dal medico specialista che valuterà caso per caso indicazioni e controindicazioni. Le linee guida italiane e internazionali considerano la dieta chetogenica un trattamento non farmacologico. L’utilizzazione della dieta chetogenica permette al cervello di disporre di un carburante alternativo allo zucchero. In generale la dieta chetogenica è ben tollerata dalla maggioranza dei pazienti tuttavia anch’essa può presentare alcuni effetti collaterali.

 

Dott.ssa Gabriella Egeo