Rubrica del mal di testa: ciclo mestruale

"Emicrania e ciclo mestruale" è un approfondimento, dedicato alle donne, della dottoressa Giovanna Viticchi per la nostra rubrica a cura di un gruppo di esperte in cefalee, appartenenti a vari centri cefalee italiani.

L’Emicrania è una forma di cefalea primaria che interessa prevalentemente il sesso femminile (il rapporto con i maschi è di 1 a 3). Molte donne nell’arco della loro vita presentano gli attacchi peggiori per intensità, durata e frequenza nei giorni che precedono o accompagnano il ciclo mestruale, in particolare negli ultimi due giorni prima del ciclo o nei primi tre del ciclo vero e proprio. In alcuni casi, gli attacchi si presentano esclusivamente in questo periodo, con un completo benessere in tutto il resto del mese: questi casi si definiscono “Emicrania Mestruale o Catameniale”.


La maggiore gravità degli attacchi del periodo mestruale si deve al fatto che gli ormoni sono fra i fattori che maggiormente influiscono sulla frequenza delle crisi: in particolare, nei giorni che precedono il ciclo mestruale, si ha un fisiologico calo degli estrogeni che porta ad attacchi di maggiore intensità. Questo effetto è dovuto al fatto che la riduzione degli estrogeni comporta un aumento di alcune sostanze come l’ossido nitrico e le prostaglandine che sono responsabili dell’innesco e mantenimento della crisi emicranica. Inoltre, la riduzione degli estrogeni sembra comportare anche una riduzione delle beta-endorfine, sostanze che normalmente il cervello utilizza per ridurre la sensazione dolorifica.


Al contrario, durante il periodo gravidico fino al 75% delle pazienti affette da Emicrania presenta un miglioramento significativo delle proprie crisi di cefalea, che tendono ad essere di minore intensità e più rare. Questo andamento è legato al fatto che, soprattutto dopo il terzo mese di gravidanza, la “tempesta ormonale” tipica del primo periodo si placa e gli estrogeni tendono a rimanere a livelli alti e costanti per tutto il resto della gestazione.  In una piccola percentuale di soggetti però le crisi non si riducono, anzi tendono a peggiorare in intensità. Questi casi sono particolarmente ostici da trattare, perché in gravidanza sono controindicati sia i triptani (i farmaci specifici per la terapia dell’emicrania) che gli antinfiammatori. L’unico farmaco che si può utilizzare è il paracetamolo. Nei casi con un andamento benigno comunque, al termine della gravidanza i livelli di ormoni estrogenici tendono a ridursi progressivamente, e questo comporta il ritorno alla frequenza ed intensità di crisi precedenti.

Dott.ssa Giovanna Viticchi
Clinica Neurologica
Ancona